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RPG Sandbox» Forums » Play By Forum

Subject: Le Nuove Terre IC rss

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Francesco Montesi
Italy
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“Magari davvero il tuo ubriacone ha trovato l’ingresso della tomba di un Gigante o della tana di un Drago!”
La risata del cameriere è fragorosa, la raccolgo e la continuo senza esitazione.
Immagazzino le notizie raffazzonate datemi sul quartiere Ansa e lascio cadere il discorso.
Prendo in mano il boccale appena offertomi, lo alzo davanti a me e prorompo in un brindisi:
“Al Dado d'Osso! Alle nuove conoscenze! E a Novissima la città dei tesori! Ahahahah!”
Il cameriere ricambia rapidamente alzando il bicchiere e dando una lungo sorso.
Mentre sorseggio la fantastica birra, prendo tempo per risistemare le idee e capire in che altro modo possa essere sfruttata questa conversazione.
“Ma dimmi, “fratello mio” – piazzo una vigorosa pacca sulla spalla del mio attuale compagno di bevute – che ci fanno dei nani che non parlano neanche il Mabarata a Novissima, sono avventurieri? Sono anche armati, non temete di far entrare qualcuno con spade dentro la vostra locanda, l'alcol che io sappia è l'amico migliore della violenza?”
Sorseggiando il mio terzo bicchiere mi rendo conto che l'alcol è anche il migliore amico della incoscienza; la birra oltre ad essere buonissima è anche decisamente forte: scura, maltata, per nulla frizzante scende giù che è un piacere e ti appesantisce in un attimo la testa.
“Scusa se insisto ma gli incontri particolari che hanno accompagnato il nostro arrivo a Novissima mi mettono in bocca numerose domande e visto che mi sembri un profondo conoscitore di persone e di anime mi sembri la migliore persona a cui fare domande. Alla dogana ci è capitato di incontrare un gruppo di mercenari, con un capo, un certo Dango, che ci ha addirittura offerto un lavoro, temo però che si stesse burlando di contadini sprovveduti e ingenui, li conosci?”
Attendendo risposte alle domande poste al ragazzo, levo lo sguardo verso il tavolo dove si sono mossi Kim e Cristo. Sono seduti e mi sembra che si siano ben ambientati, spero solo che non dilapidino tutti i nostri scarni averi.
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Pietro
Italy
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mbmbmbmbmb
“Anche mio padre se ne è andato poco più di un anno fa – inizia Marzia con la sua voce dolce e leggermente increspata dall’emozione, Juliya tiene gli occhi bassi e fissi sul suo boccale – Era tutta la famiglia che mi era rimasta dopo che mia madre ci ha lasciati soli anni fa per cercare fortuna a Sperantia, la vita di un villaggio di confine non faceva per lei ha detto. Così io sono cresciuta passando mesi e mesi ogni anno nelle foreste delle Piccole Fauci con mio padre a caccia di volpi, cervi e cinghiali per farne pelli, pellicce e carne essiccata da rivendere al mercato. Forse vi sembrerà assurdo ma per me quella era la vita più felice che si potesse desiderare – la luce nei suoi occhi sognanti vi dice che è sincera – In mezzo alla natura con un arco a tracolla e accanto alla persona più buona e dolce che abbia mai conosciuto. Poi un giorno tutto è finito nel modo più sciocco, mio padre si è ferito a una mano mentre scuoiava una lepre, la ferita si è infettata e per quando siamo tornati in paese non c’era più nulla da fare. Che strana sorte per un uomo che in vita sua aveva affrontato indenne orsi e lupi… - la ragazza tira un profondo sospiro mentre la sua amica resta concentrata sulla sua birra cercando il più possibile di non tradire nessuna emozione – E così per me, come per voi, là non c’era più nulla per cui valesse la pena restare. Se non forse per il lago, non è così grande come dici tu ma per me rimane la cosa più bella del mondo, non è vero Juliya? – la sua amica annuisce, mentre il suo sguardo si perde lontano, forse in un ricordo di tempi passati – Nelle giornate di cielo sereno si possono vedere i picchi delle montagne che si specchiano nelle acque blu scuro, dovreste davvero vederlo.” Marzia prende una pausa, poi appoggia una mano su quella della compagna e le sorride dolcemente cercando inutilmente di incrociare il suo sguardo: “Bhe non è del tutto vero che non c’era nulla per me a Primopasso. Lei una vera famiglia non l’ha mai avuta…”

“Basta così! – interrompe bruscamente Juliya senza lasciarla finire, il buonumore che si era lentamente fatto largo sul suo viso è ormai del tutto scomparso – Io vado in camerata a riposarmi e faresti bene a venire anche tu Marzia, prima che la birra ti faccia dire troppe sciocchezze.” Detto questo tracanna l’ultimo goccio di birra, prende la sua daga dal tavolo e si allontana verso la scalinata dall’altro lato della sala senza nemmeno salutare.

Il nuovo migliore amico di Blerin, al contrario, sembra essere entusiasta delle mille domande che gli sono rivolte per poter sfoggiare la sua grande conoscenza della città: “Non saprei che dirti su quei Nani, ma sai da qui passano genti di tutte le schiatte e non è sempre facile indovinare da dove vengano o dove vadano: non tutti hanno scritto in faccia ‘appena arrivato dalla campagna’ come voi tre! – grandi risate e pacche sulle spalle – Se non ho capito male hanno scortato un qualche carico direttamente da Minaria. Mi chiedo come mai siano venuti qui piuttosto che andare ai Tre Scudi giù in Via dei Mirrodin, forse volevano divertirsi a vedere da vicino gli Uomini Nuovi invece che stare in mezzo a tutti Nani come al solito? – Il ragazzo è sempre più rilassato e la birra quasi finita, i dieci minuti di pausa sono passati da un pezzo e la sua collega lancia un’ occhiataccia nella vostra direzione - Per le armi c’è poco da fare caro mio, vuoi o non vuoi questa è ancora una città di frontiera e il Consiglio Cittadino non si è ancora deciso a emanare un’ordinanza al riguardo. Per fortuna siamo a due passi dalla Fortezza Nova quindi in caso di problemi la Guardia è qui in un attimo.” La pazienza della ‘zietta’ è arrivata alla fine e ora viene a bussare sulla spalla del cameriere: “Buona la birra Marko? Ancora meglio quando te la portano direttamente al tavolo eh? Forza alza le chiappe che è appena arrivato un gruppo di soldati della Guardia Nova in libera uscita!” Il ragazzo scola la sua birra, raccoglie i due boccali ormai vuoti e si alza sbuffando: “Il dovere chiama fratello! Se avete bisogno di qualsiasi cosa venite a cercare direttamente me, va bene? E se ai tuoi compari laggiù la chiacchierata porterà buoni frutti – continua, accennando con la testa a Kim e Cristo al tavolo con Marzia - sappi che abbiamo anche delle ottime camere private… - e con una strizzatina d’occhio fa per avviarsi verso il bancone quando un ultimo pensiero lo ferma – Quasi dimenticavo! Se vuoi saperne di più su Django quelle sono tre delle sue Volpi Grigie.”

Tre uomini siedono a un tavolo d’angolo in un cantone in ombra della sala, ciascuno con una puttana sottobraccio.
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zebi zebi
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«Ma Juliya, che succede…» la voce gli si spegne in gola, mentre segue con lo sguardo la ragazza dirigersi velocemente verso le scale che portano al piano superiore senza girarsi o salutare. Inutile insistere.
Chissà cosa ha fatto indispettire Juliya che un attimo prima sembrava essersi addomesticata…

Cristo torna così a volgersi verso l’amica, ora un po’ scossa dall’essere rimasta sola al tavolo.
«abbiamo detto o fatto qualcosa che non va? se si me ne dispiace, ma non mi sembra molto cortese andarsene così…e, se mi posso permettere, che ha la tua amica che è sempre così ‘rude’?»
una pausa e le parole 'giuste'
« comunque, mi dispiace per tuo padre…anche noi sappiamo che vuol dire perdere qualcuno che si ama e restare soli al mondo…ma per fortuna noi almeno siamo fratelli».
Una pacca sulla spalla di Kim e un sorriso rassicurante per Marzia…
Prima che seguisse l’amica per le scale Cristo voleva sentire la fine della ‘storia’, ora si era incuriosito.
E voleva capire se la carezza di Marzia sulla mano di Julyia era un semplice gesto di affetto in un momento emotivamente toccante o altro…
«ti prego finisci la tua ‘storia’…»

Attende una risposta Cristo, stropiccia gli occhi, stanchi dalla giornata e dalla birra e si guarda fugacemente intorno… chissà che starà facendo Blerin? chissà che ore sono?
Chissà se il delfico li avrebbe davvero ritrovati...
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Pietro
Italy
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“Juliya non sarebbe contenta se mi sentisse raccontarvi queste cose – ricomincia la ragazza con gli occhi bassi e la voce un po’ incerta – ormai lo avete capito anche voi che con gli estranei è sempre sulla difensiva. Ma io credo che di voi ci si possa fidare, vero?” Marzia alza i suoi grandi occhi verdi e vi guarda speranzosa, come cercando una prova della vostra amicizia sincera, e sembra trovarla. I numerosi boccali di birra di certo aiutano a creare la giusta sintonia e scacciare l`insicurezza. “Insomma, se pensate che io e voi abbiamo avuto una vita difficile di certo non sapete quella che ha avuto lei fino a qui – la voce di Marzia è ora più sicura e il suo volto disteso – Dovete sapere che da molti anni Primopasso vive sotto il giogo degli Orsi del Lago, una banda di briganti che controlla di fatto tutta la zona. Si mantengono razziando bestiame nella pianura sottostante e facendosi pagare un dazio da tutte le attività che si svolgono a Primopasso. Il nostro è un paese di montagna, troppo lontano perché la milizia di Sperantia se ne preoccupi e troppo piccolo per opporsi. Gli Orsi del Lago sono lì da talmente tanto, da prima che io nascessi, che ormai tutti in paese si sono rassegnati a pagare quanto preteso e a fare sempre attenzione a non attraversargli la strada. E c`è sempre qualche ragazzetto pronto a ingrossarne le fila attirato da una vita facile e al di sopra degli altri. Bhe sta di fatto che Juliya è cresciuta in mezzo a loro. Non ha mai conosciuto né sua madre né suo padre, né ha mai saputo come e perché sia stata adottata dalla banda, se fosse la figlia di qualcuno di loro o semplicemente una preda di guerra. In ogni caso i primi anni non erano poi così male, la facevano lavorare duro ma la trattavano un po’ come un animale domestico. A Primopasso tutti gli altri bambini la evitavano come la peste, così come evitavano me. La Figlia della Foresta mi chiamavano nei periodi in cui ero in paese. Ecco come ci siamo trovate. Io almeno avevo mio padre, ma lei aveva solo me – gli occhi Marzia ora sembrano velarsi e la sua voce farsi più fioca – Ma i veri problemi sono iniziati quando ha cominciato a non essere più una bambina e la convivenza con quei mostri è diventata sempre qui dura…” La ragazza interrompe così il suo lungo racconto e anche Cristo si trova senza una risposta pronta. Dopo un lungo attimo di silenzio Marzia si alza lentamente: “Forse aveva ragione Juliya e la birra mi ha fatto parlare troppo – in effetti ha le guance arrossate e gli occhi lucidi, anche se forse non solo la birra è da condannare – sono felice di avervi incontrati, spero che potremo aiutarci a vicenda in questa città che a tutti noi sembra grande e strana. Ora sarà meglio che vada…” e così dicendo si avvia anche lei verso le scale.
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zebi zebi
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Marzia fa per alzarsi dal tavolo, il volto dolce e gli occhi che trattengono le lacrime…
Non trovo le parole giuste, vorrei veramente, ma non le trovo…rimango in silezio…proprio quando non vorrei…
Parli sempre, spesso a sproposito, e quando serve veramente non riesci a dire nulla…sei proprio un…
Non riesco a fare altro che a prenderle la mano accarezzarla e sussurrarle «sono contento che tu ti sia fidata di noi…e non condannare la birra per la tua sincerità, con noi è al sicuro…siamo tutti disperati in un porto straniero…, ma assieme possiamo aiutarci a superare la tempesta e guardare al sereno. Buonanotte Marzia sono felice di averti conosciuto…a domani»

Cristo le bacia la mano, con dolcezza, e la segue con lo sguardo mentre sale le scale ripensando alle sue parole.
Ed ecco che come il gelido vento del Nord che gli sferzava il viso negli ultimi giorni autunnali, cancellando i caldi colori di terra lavorata e di foglie secche, ricordandogli che l’inverno stava arrivando, così le parole di Marzia gli ricordano rapidamente come funziona la realtà…
Altro che boccali di birra, piatti di trippa fumanti, musica e belle ragazze che ballano…la vita spesso sa essere una merda, piena di spine e di dolore…e se ci si muove male, o anche solo se la ruota della sorte ti gira male, pensa amaramente, non ti lascia che dolore e sofferenza…
Povera Jyulia…ora la vedeva con occhi differenti…è facile giudicare, è proprio una cessa acida e stronza aveva sentenziato, quando non si sa un cazzo…
è proprio facile…

Una botta di tristezza lo coglie…e gli spegne rapidamente l’effetto della birra nel sangue…si guarda nuovamente attorno in cerca di non sa neppure cosa…avventori tronfi di cibo…puttane sfatte e nani ubriachi…una cloaca!
Cerca Blerin, lo individua ancora seduto al tavolo. Con lo sguardo vacuo rivolto verso quella mandria di nani caciaroni che scagliano boccali vuoti in ogni dove.
Si alza, barcolla un attimo…la mente è abbastanza lucida, il corpo molto meno…
«Kim andiamo, è ora passata di fare il punto della situazione…»
Non gli va più molto di divertirsi…
«ghh jdfnfmlk mfcwmvpe jhunjv jfiomw hjnshdyyi»
Kim bofonchia parole incomprensibili. E’ completamente ubriaco?
Però si alza e lo segue. Forse non del tutto.
Si trascinano fino al tavolo del fratello maggiore, che li riaccoglie con un sorriso.
«A PASTURONI!! Insomma vi è andata male è? AHhahhahahahaha»
«Ma no, ma che dici noi non…» Kim si giustifica arrossendo senza motivo.
«E già, ma è colpa di Kim che non mi sa fare da spalla e mi rovina tutte le occasioni ahhahahah» Cristo risponde al fratello con una fragorosa risata, tanto coinvolgente quanto falsa…
Cristo e Kim si accomodano al tavolo sprofondando sulle sedie, Kim si scola i fondi dei bicchieri alla ricerca di un ultimo goccio di birra…
Cristo torna a sorridere, la città faceva bene al fratello…
E il momento di decidere.
«L’ora è tarda e prima che questa fantastica birra scura ci faccia letteralmente stramazzare al suolo penso che sia il caso di decidere il da farsi…accettiamo l’offerta del Delfico e ci caliamo in quel fottutissimo pozzo no?...tutti d’accordo vero?»
Non fa in tempo a finire la frase che un boccale gli sfiora il ciuffo ribelle che gli cade sul viso.
Fa in tempo a girarsi per evitarlo e lo vede finire in mille pezzi contro la grande colonna di legno dietro di loro…certo che questi nani sono proprio molesti…
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Francesco Montesi
Italy
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Saluto Marko, che viene prontamente richiamato all'ordine dalla sua “adorabile” zietta, finisco l'ultimo goccio rimasto della fantastica birra scura rimasta nel mio boccale e, seduto in mezzo alla bolgia del Dado d'Osso, mi guardo intorno e lancio uno sguardo il più possibile furtivo ai tre personaggi indicatimi da Marko come tre componenti delle Volpi Grigie.
Ripenso nel mentre alla conversazione appena conclusa: senza dubbio ci siamo fatti un ottimo contatto – all'occorrenza potremmo senza dubbio rivolgerci al ragazzo chiacchierone – peccato che le informazioni che mi ha dato siano state così vaghe, soprattutto in riferimento al Quartiere Ansa. Allora, il Conisglio Cittadino ha dato il via a lavori per risistemarlo, questo vuol dire che non si tratta di una zona estremamente selvaggia; inoltre, dalle parole di Marko pare che leggende e voci si rincorrano su ipotetici tesori nascosti nelle profondità di Novissima. Cerco di riflettere il più possibile su come le sparpagliate informazioni possano influire sulla scelta di accettare o meno l'offerte del delfico: a noi non interessa trovare un tesoro, a noi interessano i soldi del delfico e che ci sia o meno un tesoro nel pozzo non è fatto che ci riguarda.
Poi, Mirt il Prestasoldi: potrebbe essere un'idea lasciare in pegno qualcosa per ottenere almeno una spada, sarebbe sciocco scendere in un pozzo – anche se vuoto – completamente disarmati …
Interrompo i miei pensieri perchè vedo ritornare verso di me Kim e Cristo che hanno appena salutato la loro “dolce compagnia”, barcollano, anzi Kim fatica proprio a stare in piedi.
Sorrido e, bonariamente, li sbeffeggio:
“A PASTURONI!! Insomma vi è andata male è? Ahhahhahahahaha” mentre Kim non riesce a rispondermi, impastato dall'alcol, Cristo anche se gonfio di birra riesce comunque ad avere una risposta semi-pronta.
Si siedono al mio fianco, anzi si accasciano, con Kim intento a ripulire tutti i fondi dei bicchieri presenti sul tavolo. Rido fragorosamente:
“Attendo Kim se continui così non rusciremo a trascinarti fuori dalla locanda per tutta la birra che hai bevuto!”
Cristo è rapido a ritornare sul punto:
“L’ora è tarda e prima che questa fantastica birra scura ci faccia letteralmente stramazzare al suolo penso che sia il caso di decidere il da farsi…accettiamo l’offerta del Delfico e ci caliamo in quel fottutissimo pozzo no?...tutti d’accordo vero?”
“Fratelli, ho chiacchierato con Marko il ragazzo che ci ha portato la birra e mi ha fatto alcune confidenze sul quartiere Ansa e su …”
Vedo passarmi a poca distanza dall'orecchio un boccale vuoto che va ad infrangersi davanti a me sulla parete. Nani!
Mi alzo di scatto dal tavolo raccogliendo le forze non massacrate dall'alcol e mi volto verso il luogo da cui è stato lanciato il boccale.
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Giacomo Mariani
Germany
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Kim è sbronzo, non ha praticamente prestato attenzione alla storia di Jyulia e di Marzia… la birra sta facendo il suo effetto e, dopo averlo esaltato, lo sta facendo addormentare. La testa si fa pesante e tutti le sensazioni, i pensieri della giornata si affollano nella sua mente. Senza riuscire a mettere a fuoco la situazione si accorge dell'aria gelida che è scesa sul tavolo… Cristo sembra molto colpito, Kim vorrebbe dire qualcosa ma la bocca impastata gli impedisce di parlare (e forse è meglio così). Nonostante tutto, l'atmosfera, lo sguardo della ragazza e le poche parole di Cristo (cosa rarissima) fan si che il suo sguardo si adombri, qualche lacrima esca… in realtà però non sta piangendo per la storia delle ragazze, bensì ripensa alla loro di situazione, il padre non c'è più, sono soli. Il gelo sceso sul tavolo penetra nelle sue ossa, dandogli un brivido. Kim si alza, inciampa sulla sedia e abbraccia Marzia, un abbraccio sincero, per far capire che non si è soli al mondo. Marzia se ne va e Kim si accascia nuovamente sulla sedia. Ora non capisce veramente più nulla. Si accorge che Cristo sta cercando qualcuno, forse il fratello? Prova a dire qualcosa, ma escono solo parole senza senso… tjrojablejinanjiamojormirejepenjojetartieh! Nella sua mente hanno senso, la faccia di Cristo fa pensare che non lo abbiano affatto.

Trascinato da Cristo arriva al tavolo di Blerin che dice qualcosa… Kim non capisce un cazzo. si riaccascia sulla sedia di legno sperando che qualcuno lo porti in camera, quando un boccale vuoto lanciato da un nano lo colpisce in pieno. Kim rotola a terra incapace quasi di rialzarsi. Blerin guarda i nani cercando di capire da dove sia partito il boccale, Cristo aiuta Kim a rialzarsi.
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Pietro
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Blerin si alza di scatto in tutta la sua mole imponente e la pesante sedia di legno sulla quale era seduto si rovescia rumorosamente all`indietro. Il primo boccale che si è infranto contro la colonna lo aveva fatto innervosire, ma ora vedere Kim a terra con la testa coperta di sangue che mugugna parole incomprensibili con gli occhi rovesciati all`indietro mentre Cristo cerca in vano di rialzarlo da terra fanno perdere letteralmente il controllo al fratello maggiore che è in lui. “Chi tocca un fratello tocca tutti i fratelli” le vecchie parole mai dimenticate, le sue parole, gli rimbombano nella testa come un tuono che precede una tempesta, come un corno che annuncia una carica. I Nani, i maledetti Nani ubriachi, sono ormai completamente fuori controllo. Intorno al loro tavolo si è creato un deserto costellato di cocci e immondizia. Due di loro sono sdraiati lunghi a terra in un lago di vomito, uno dorme con la testa in un piatto. Un`altro ancora, le intricate trecce che annodavano la lunga barba nera ormai scomposte e arruffate, le gambe ancora coperte da una pesante armatura ma il torso completamente nudo, è in piedi a gambe divaricate al centro del tavolo e brandisce un enorme martello mentre due suoi compagni, ai piedi del tavolo, gli lanciano a turno piatti, boccali e pezzi di cibo che lui cerca di colpire al volo tra le risate e gli applausi generali. Fortunatamente la maggior parte dei colpi non vanno a segno ma è così che i due boccali sono volati sul tavolo dei Fortebraccio. Quando Il Mulo si alza con fare minaccioso due dei Nani ancora in grado di intendere lo notano e, con un sorriso beffardo stampato in volto, si alzano anche loro. Certo non saranno altrettanto alti ma di sicuro non sono meno forti e robusti e l`ascia e il mazzafrusto che hanno ognuno tirato fuori da sotto il tavolo non lasciano presagire buone intenzioni.

La testa di Blerin è sempre meno lucida, complice la birra, e questa ennesima provocazione non fa che esacerbare le cose. Non è abituato a tirarsi indietro da una rissa, tantomeno quando si tratta di difendere i propri adorati fratellini. E in un attimo, d`istinto, vedendo i Nani impugnare le armi, Blerin si china sulla sua borsa da viaggio e ne estrae la spada paterna. E la sguaina dal fodero con gesto ampio e teatrale. La lama è ancora lucente nonostante gli anni e ai raggi dell`ultimo sole che filtrano dalle finestre della locanda sembra quasi che dentro ci arda un fuoco – Blerin cala un pesante fendente sul tavolo staccandone di netto un grosso pezzo – e sì, è ancora affilata. I suoi occhi e quelli dei due Nani che lo stanno sfidando dall`altro lato della sala si incrociano e l`aria sembra accendersi. Già in molti nella sala si sono accorti di quanto sta per succedere e stanno rapidamente sgomberando il campo e il giovane Marko si lancia in strada in una corsa a perdifiato.

Cristo è appena riuscito e rimettere il povero Kim seduto su una sedia e solo ora si accorge che il fratello maggiore è una molla carica, un animale pronto a lanciarsi sulla preda.

Tra una frazione di secondo sarà un bagno di sangue.
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zebi zebi
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Cristo neanche vede arrivare il boccale.
Lo sente andare in frantumi esplodendo alla sua destra, su volto del fratello.
Schegge e schizzi di sangue gli piombano sul viso.
Un tonfo sordo. E’ Kim che crolla a terra, come un corpo inanimato.
‘che cazzo?!?!!’
Cristo si volta di scatto verso il fratello, una maschera di sangue.
Si china rapido su di lui -cazzo, cazzo, cazzo-, brutto stronzo non fare…- il panico lo coglie, Kim non parla, gli occhi allinsù –cazzo-. Lo scuote, niente.
Avvicina la mano al suo viso, aria calda.
Grazie agli antichi dei respira. Inizia a lamentarsi, bofonchia cose, è coperto di sangue, incosciente, ma è vivo cazzo!
Per un attimo aveva tenuto il peggio…lo tira su di peso e lo appoggia su una panca…
Fottuti nani di merda!

Non fa in tempo ad inveire che…
Un altro tonfo. E’ la sedia di Blerin che cade. Si gira d’istinto.
Tutto succede in un attimo.
Gli sguardi si incrociano, infiammati dall’alcool. Le armi scintillano lucenti e mortali.
No, questo non deve accadere!
Una botta di paura mista a rabbia lo coglie.
L’adrenalina si diffonde rapida nel suo corpo, cancellando i residui di sbronza che avevano resistito al racconto di Marzia, e ,come riattivata d’improvviso da una folgore, la mente è di nuovo lucida.
Il cuore spaventato accelera i sui battiti ed inizia a pompare più forte, le gambe reggono.
No, questo non deve accadere!
Non è una scazzottata, non è una rissa, è uno scontro tra ubriachi armati fino ai denti dove se tutto va bene si rischia di finire nelle prigioni per aver ucciso un nano di merda e se tutto va male, come è probabile…..si finisce con nostro padre alle Sorgenti Gialle…
E quei nani, anche se faticano a reggersi in piedi, sono pure più numerosi di loro e probabilmente anche più esperti nell’uso delle armi…
La loro nuova vita non finirà così, trucidati in una lurida locanda per mano di schifosi nani ubriachi…deve impedirlo.
Ma come?

Blerin non è in grado di ragionare, basta guardarlo, avrebbe ucciso o si sarebbe fatto ammazzare…e quei nani non avrebbero di certo fatto un passo indietro...
L’adrenalina fa il suo effetto, e per un attimo tutto intorno a Cristo sembra fermarsi.
Vede le spalle di suo fratello, in tensione e pronte a scattare. Vede i due nani che ondeggiano le armi sogghignando. Vede il nano seminudo in piedi sul tavolo, il più ubriaco tra quelli rimasti in piedi, che incurante dell’imminente ‘duello’ continua a colpire con il grosso martello tutto ciò che è rimasto sul tavolo scagliandolo in ogni dove.
Ampia lo spettro visivo, il ragazzo che li ha serviti scatta di corsa fuori dal locale. Correrà dalle guardie…bravo ragazzo… per fortuna saranno qui tra un attimo, lui stesso ne aveva visto un drappello davanti alla dogana appena un isolato più in la, saranno qui tra qualche minuto, magari meno…..ma potrebbe essere troppo tardi...
Doveva guadagnare tempo, interrompere o rallentare il ‘duello’ che sembrava ormai imminente, evitare il bagno di sangue, perché non se la sarebbero certo cavata con la forza di Blerin…
Sullo sfondo immagini indistinte.
Chi si è accorto di quello che stà per accadere, in realtà pochi, inizia ad abbandonare la sala. Altri, raggiunti da residui di cibo e quant’altro scagliato dai nani li guardano inferociti…
Cerca qualcosa Cristo, cerca una via d’uscita senza travarla…quand’ecco che intravede un varco…

Dietro il tavolo dei nani, dandogli le spalle, siedono tre uomini robusti intenti a bere birra avvinghiati a tre prostitute. Ma non è il loro aspetto ad attirare lo sguardo di Cristo, ne i seni nudi delle ragazze che ondeggiano all’aria, quanto le pesanti spade riposte nei foderi appese agli schienali delle loro sedie e il pugnale dalla lama seghettata piantato sul tavolo a mo di bandiera…. Erano tre avventurieri, guerrieri, soldati, guardie…tre che combattenti insomma. Erano quello che cercava.
Non è passata che una frazione di secondo da quando Blerin ha estratto la spada e Cristo ha deciso cosa fare…la gente a Novissima si ricorderà di questo giorno!
Lascia Kim sulla sedia, raccoglie due boccali da terra e, nel frastuono generale, prende la mira e li scaglia uno dopo l’altro.
Il primo con forza, teso. Sibila vicino al ginocchio del nano erto sul tavolo e prosegue la sua corsa verso chissà dove…
Il secondo quasi con dolcezza. Con una morbida palombella che conclude la sua parabola ad un metro dalla faccia del nano battitore, che, felice della facile preda, carica teatralmente il colpo e lo centra ridendo fragorosamente.
Il tempo di un battito di ciglia. E il primo boccale non finisce chissà dove, ma esattamente dove Cristo l’ha indirizzato…. alla base del collo di uno dei tre uomini seduti dietro il tavolo dei nani…alla base del collo di quella che Cristo non sa essere una Volpe Grigia!
Cocci che volano ovunque, schegge che feriscono la puttana che tiene in grembo….l’uomo crolla sul tavolo…, ma, a differenza di Kim, dopo un attimo è di nuovo in piedi appoggiato al coltello conficcato nel tavolo…
La donna piange ferita e l’uomo, seguito dai due compari, scatta inferocito e, con la bava alla bocca e il sangue che gli cola da un orecchio, urla «CHI CAZZO E’ STATOOO!!!»
Si volta di scatto.

Giusto in tempo per vedere un nano seminudo e completamente ubriaco che colpisce ridendo con un enorme martello l’ennesimo boccale, il secondo lanciato da Cristo, spedendolo verso l’entrata della locanda…
Non ci vuole molto a fare due più due…
La volpe Grigia ruggisce «NANO DI MERDA, QUESTA ME LA PAGHI!!!!!!!!».
Cristo sorride, un ghigno da iena gli deforma il volto…e ora scannatevi tra di voi…
Ma vendendo la compagna ferita anche le altre prostitute presenti in sala iniziano ad inveire contro i nani che ora si ritrovano al centro dell’attenzione…
C’è un nemico comune.
Mancava solo un ultimo tassello per iniziare il loro linciaggio…
«Hanno massacrato mio fratello, per divertirsi con i loro fottuti boccali! Guardate cosa gli hanno fatto!»

Pronunciate queste tragiche e teatrali parole Cristo si rintana vicino al fratello malconcio e tira a se la sacca con le armi. «Blerin vieni qui, aiutami con Kim!». Spera che l’istinto di aiutare il fratello ferito sia più forte di quello di gettarsi nella mischia, ma ne dubita…

Stava per iniziare la più grande rissa che la breve vita di Novissima avesse conosciuto… e Cristo, che ne era l’artefice, nonostante la paura aveva un sorriso sinistro stampato sul volto…
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Giacomo Mariani
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Kim è perso, si è ritrovato, da un attimo all'altro, a terra, privo di sensi e grondante sangue!
Sente una forza che lo tira su, deve essere uno dei fratelli, vorrebbe provare a farlo da solo, ma non ci riesce, sembra che tutte le forze lo abbiano abbandonato!
Una volta seduto sulla panca, per qualche istante, il mondo smette di girare, e Kim riesce perlomeno a parlare:
-Che cazzo succede! Non vedo nulla! Sono diventato cieco! CIECO!
Il sangue è colato sugli occhi e non riesce a vedere più nulla.
Cerca di alzarsi, ma riesce solo a travolgere un tavolo e a ricadere dolorosamente sulla panca.
-Qualcuno mi aiuti! Blerin! Blerin! Aiutami! BLERIN!

Qua succede quanto narrato da Cristo, tra urla di 'sofferenza' del prode Kim
Hanno massacrato mio fratello, per divertirsi con i loro fottuti boccali! Guardate cosa gli hanno fatto!


Finalmente Kim riesce a trovare una brocca su un tavolo vicino e si versa il contenuto in faccia scoprendo di non essere cieco e che la brocca non conteneva acqua, ma un vino dall'odore nauseabondo. Finalmente riesce a vedere!
La scena che si presenta davanti ai suoi occhi è spaventosa:
Nani ubriachi armati davanti a suo fratello Blerin! Blerin, con sguardo omicida, che ha sfoderato la spada! Persone varie che scappano in tutte le direzioni, qualcuno si sta lanciando fuori dal locale addirittura dalle finestre! Uomini armati che insultando i nani li caricano! Donne mezze nude che insultano i nani! Ma soprattutto, e questa era l'immagine più spaventosa, Cristo con lo stesso sorriso sinistro di quando aveva impalato il gatto di Kurt!

-Che cazzo sta succedendo!!! Blerin!!

Kim continua a non capire nulla, nella sua testa un attimo prima stava parlando con la dolce Marzia, un attimo dopo la taverna è piena di gente pronta ad uccidersi a vicenda. Nuovamente fa per alzarsi, ma appena prova il pavimento torna a girare. Un conato di vomito, poi un altro a cui non riesce a resistere anche a causa del terribile odore emanato dal 'vino' usato per lavarsi la faccia! Kim, dopo aver scoperto i piaceri dell'alcol ora ne sta apprezzando i lati negativi.
Con uno sforzo sovraumano si alza: vuole fermare Blerin e il modo più semplice gli sembra placcarlo. Parte quasi alla carica, ma dopo appena due passi inciampa nuovamente e ricasca a terra. Prova a trascinarsi, quando sente nuovamente una forza che lo rialza. Sulle prima pensa che sia Cristo, ma ben presto si rende conto che si tratta di un'altra persona. Un umano, robusto, chiaramente un soldato, che sta ancora tranquillamente al suo tavolo a sorseggiare una birra.

-Siediti e smetti di frignare! Sei forse una donna?-dice lanciando Kim su una sedia ridendo di gusto- rilassati e lascia fare a noi! Cosa vuol fare quel contadino là?-ed indica Blerin- Li vedi quelli uomini là in fondo? Sono della mia compagnia, mai visto figli di puttana peggiori di loro! Vedrai che quei nani di merda non hanno scampo.-l'uomo pronuncia queste parole sorridendo sornione-Non avrebbero dovuto infastidirli, ora sono cazzi loro. INFILZALI TUTTI CANE PAZZO! FAGLI VEDERE COME COMBATTONO GLI UOMINI BASTON!

Kim, a questo punto, decide di rimanere seduto con questo sconosciuto unendosi alle sua urla di incitamento, cercando di far passare la sbronza. Dopo l'iniziale smarrimento, la situazione inizia a divertirlo… nonostante sia molto preoccupato per il fratello Blerin.
-BLERIN! Lascia stare, lascia combattere questi uomini! Rinfodera la spada!

Nel frattempo in strada iniziano a sentirsi urla come:
-QUA DENTRO SI UCCIDONO! ACCORRETE PRESTO!
Ma Kim è troppo preso dalla rissa per rendersene conto.




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Francesco Montesi
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“Nani di merda ve li ficco nel culo quei cazzo di boccali!”
Spada in mano, l'adrenalina mi concede alcuni istanti per visualizzare la scena, il prossimo campo di battaglia.
Dietro di me – al tavolo dove eravamo poc'anzi seduti – Cristo è accovacciato su Kim completamente coperto di sangue, bastardi!
Sopra la mia testa continuano a volare boccali.
A una decina di metri da me il gruppo di nani: sopra il loro tavolo in piedi il nano seminudo che da minuti a questa parte gioca, con un enorme martello, a colpire bicchieri e a lanciarli per tutta la locanda; davanti me – occhi negli occhi – altri due nani con un mazzafrusto e un'ascia; riversi tra vomito e cibo il resto della compagnia nanica stroncata dall'alcol.
La lucidità mi abbandona e il sangue giunge alla testa. Alzo un fendente e colpisco il tavolo, lasciandolo in pezzi: bene, la spada è ancora affilata.
Faccio alcuni passi in direzione del loro tavolo.
“Fottuti nani, non capite un cazzo di ciò che vi sto dicendo ma avete sbagliato momento e locanda dove fare i vostri porci comodi!”
Intorno a me sento alzarsi delle urla: Kim, Cristo, sconosciuti, anche dal tavolo delle tre volpi grigie alle spalle dei nani. Non capisco una parola preso da un unico pensiero: fracassare la testa a quei mezz'uomini.
A circa sette metri dai due nani con le armi sguainate, prendo – con la mano libera – una sedia e gliela scaglio contro.
Il nano con l'ascia la colpisce mandandola in frantumi. Si distraggono. È il momento. Carico.
“Per i Fortebraccio!!!”
In due balzi gli sono addosso, agito la spada come se fosse una zappa, ed anche così la uso.
Il mio primo fendente non va a buon fine, mostro il fianco, il nano con il mazzafrusto riempedomi di improperi alza la sua arma e mi colpisce al costato.
Merda! Ma che cazzo sto facendo?!? Alcol e adrenalina mi concedono alcune frazioni di secondo di lucidità, sento un forte calore sulla gamba destra, un liquido denso e rosso comincia a sgorgare dal punto in cui il mazzafrusto ha colpito le mie carni, merda è sangue.
Lascio la spada a terra lanciando un grido di dolore. Il nano con il mazzafrusto in mano mi guarda, veloce però gli sferro un dritto che lo colpisce sul naso.
La mano mi duole ma vedo che il mio dritto ha fatto il suo effetto: il nano barcolla qualche passo indietro non mollando però la presa dall'arma.
Ora o mai più! Mi lancio sul nano cercando di atterrarlo.
Mentre mi getto sul nano che ho appena colpito trattengo il fiato aspettandomi un'asciata alla schiena, niente! Siano lodati gli dei antichi.
Riesco a far cadere il nano, gli sono sopra. Sul pavimento della locanda, tra birra cocci di bicchieri e cibo, tenta di colprmi nuovamente con il mazzafrusto. Il colpo non è violento come il precedente anche se sento un forte dolore al costato, le mie vesti cominciano a imbrattarsi di sangue.
“AAAAHHHHH!!!!”
Dai Blerin, avanti!
Raccolgo le ultime forze rimaste per sferrargli con il destro un forte pugno sulla mascella, sotto il mio peso sento che anche lui comincia ad accusare. Con la sinistra raccolgo un coccio di vetro e glielo frantumo sul naso. Sangue comincia a colorare la sua sudicia barba nera, gli occhi gli si chiudono e perde conoscenza. Un fiotto di vomito mi esce dalla bocca, riesco ad alzarmi per un attimo dal corpo svenuto del nano, quando un colpo preciso proveniente dalle mie spalle e con una forza inaudita mi colpisce tra le scapole.
Cado, lentamente forza e coscienza abbandonano il mio corpo. Lo sguardo è annebbiato, acido nella mia bocca sento il sapore il del sangue. Accanto al pesante corpo del nano accasciato, crollo e perdo i sensi.
Merda! Che nuova vita del cazzo!
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Pietro
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Al Dado d`Osso regna il caos più totale. Di certo le risse non mancano in una locanda come questa, ma di tale portata per fortuna sono abbastanza rare. Non più di una o due al mese in ogni caso.

Il tavolo dei Nani è diventato un vero e proprio campo di battaglia, da un lato i cinque o sei di loro ancora in grado di reggersi in piedi, dall`altro Blerin e le tre Volpi Grigie. I Nani possono sì contare sul vantaggio numerico ma il livello di alcol che hanno in corpo e lo svantaggio di giocare fuori casa sono variabili da non sottovalutare. Tutta la locanda, infatti, dipendenti e puttane in prima fila, pur non gettandosi direttamente nella mischia, li bersaglia con insulti e lancio di oggetti.

Blerin e i tre mercenari si schiantano come un`onda di marea contro i loro avversari più o meno nello stesso momento. L`acciaio cozza contro l`acciaio, schegge di legno e vetro schizzano in ogni dove, i corpi si avvinghiano e si rotolano nel pavimento sudicio di birra, cocci e sangue.
Dalla loro posizione Kim e Cristo riescono a farsi solo un`idea confusa di quello che sta succedendo. Tutto si svolge troppo in fretta. Violenta e inaspettata come era arrivata, in meno di un minuto la tempesta si è scaricata. Il tavolo dei Nani è ora solo un mucchio di pezzi di legno e schegge in mezzo al quale giace a pancia all`aria con il suo martello al fianco il Nano a torso nudo. Blerin è a terra riverso sopra un Nano, impossibile capire se sia ancora vivo. Una Volpe Grigia, apparentemente illesa, sta riempiendo di calci un Nano sdraiato a terra al quale è rimasta solo la forza di coprirsi il volto con le braccia. Un altro della compagnia di Django tiene la spada puntata contro gli ultimi due Nani rimasti in piedi, spalle al muro e mani alzate sopra la testa in segno di resa, con la mano libera si regge un fianco dolorante ma non per questo smette di gridare insulti e minacce irripetibili. Il terzo della compagnia riesce solo ora ad avere la meglio in una furibonda lotta corpo a corpo a terra con uno dei Nani più massicci e agguerriti e si alza a fatica, il volto una maschera di sangue e il braccio sinistro che pende inerte dalla spalla in una posizione del tutto innaturale.

Calato per un attimo il frastuono della rissa solo ora i contendenti si rendono conto del rumore e delle urla che vengono da fuori. A quanto pare la notizia si è sparsa in fretta e molto presto la locanda sarà invasa di guardie e di curiosi. Ai quattro camerati basta uno sguardo per capirsi.

“Dopo il tramonto al Tempio di Maliat – bisbiglia a Kim il suo nuovo compagno di tavolo prima di alzarsi di scatto – Ah, e fai i complimenti al tuo amico per la mira! – aggiunge con un sorriso e un cenno della testa in direzione di Cristo prima di raggiungere di corsa le altre tre Volpi. I due ancora in forze tirano su da terra come un sacco di patate Blerin, che sembra completamente incosciente, nonché con la schiena grondante sangue, e se lo caricano in spalle. Gli altri due raccolgono le armi cadute a terra e poi, come se recitassero un copione già ripetuto molte volte, i quattro uomini in meno di un attimo si lanciano nel cortile interno della locanda passando dalla porta posteriore.

Kim è troppo scosso e ubriaco per riuscire a proferire parola e rimane con la bocca spalancata ad osservare il fratello maggiore che viene portato via da quattro sconosciuti. Cristo, invece, resosi conto troppo tardi di quello che sta succedendo, si alza di scatto a fa per correre dietro alle Volpi Grigie ma viene gelato sul posto da una voce possente e infuriata: “IN NOME DELLA GUARDIA NOVA CHE NESSUNO SI MUOVA!”

Sulla porta che da sulla strada, il volto incorniciato dagli raggi obliqui del sole morente, si staglia la figura massiccia di un uomo dai folti capelli ricci e la barbetta incolta, il volto contratto dall`ira, le vene del collo gonfie e due occhi di fuoco. Impugna una spada sguainata e indossa la divisa rossa e blu della guardia cittadina, ma il portamento altero e le mostrine sulle spalle fanno subito capire che non si tratta di un soldato semplice. Subito dietro di lui di riversano nella sala altre sei guardie. L`acciaio delle loro spade scintilla minaccioso.
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Pietro
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Solo per Blerin:

Spoiler (click to reveal)
Senti la testa che ti scoppia e gira scomposta come una trottola subito prima di fermarsi, in bocca il sapore disgustoso di alcol rancido e vomito e… qualcos`altro… un sapore metallico… cazzo sangue! In un attimo dalla nebbia dei postumi emergono immagini di te con una spada in mano che assalti un gruppo di Nani ubriachi. Non hai idea di quanto tempo sia passato da allora né sei completamente sicuro di ricordarti tutto nel modo giusto. Apri gli occhi. Ti abitui gradualmente alla luce fioca di una lampada. Sei sdraiato a pancia all`aria su qualcosa di morbido, forse una branda. Sopra di te un soffitto sconosciuto. Il soffitto si muove leggermente come gonfiandosi al vento. Sei ancora così ubriaco? No, ora capisci. Non è un soffitto. Sei in una tenda. Ma come cazzo ci sei finito? Cerchi di alzarti su un gomito: “AAAAAAAHHHH!” Lanci un urlo lancinante e subito ti riaccasci, c’è decisamente qualcosa di rotto nel tuo fianco destro: maldetti Nani bastardi.

“Si è svegliato il nostro contadino rissaiolo? – mentre ansimi dal dolore cercando di riprendere fiato, senti una voce di donna a pochi passi da te, il tono sembra di scherno – Io non mi muoverei troppo se fossi in te, hai due costole rotte. Sei stato fortunato però, senza quella pellaccia dura da bufalo che ti ritrovi a quest`ora avresti un polmone sfondato e saresti già affogato nel tuo stesso sangue.”

Nel tuo limitato e appannato campo visivo ora entra il volto un po’ aguzzo e mascolino di una donna di circa trent`anni dai capelli castani, ricci e lunghi fin quasi alle spalle e dagli occhi scuri grandi e luminosi. Nella tenue luce della tenda intravedi sul suo collo il tatuaggio di una bussola.

“Cane Pazzo e Baston mi hanno detto che ti sei battuto come un leone – continua – anche se la tua tecnica con la spada è molto da raffinare. Lascia che mi presenti, io sono Mellira Stella, Sacerdotessa di Maliat e Secondo Capitano delle Volpi Grigie e tu ora sei sotto la nostra protezione.”

Ecco perché questa donna ti sembrava familiare! Ora che i tuoi pensieri cominciano finalmente a mettersi in ordine ricolleghi la sua faccia a quella di una delle prime persone con cui Cristo e Kim hanno parlato nel Palazzo delle Dogane.

“I tuoi compagni sanno che sei qui da noi e, se non sono stati arrestati dalla Guardia Nova per aver creato disordini, dovrebbero arrivare tra poco.”
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zebi zebi
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Tutto accade in un attimo. Cristo non ha ancora finito di urlare a Blerin di aiutarlo con Kim, che il fratello maggiore é già scattato contro i nani.
Poi....poi solo schegge, urla, boccali che volano, uomini che caricano, fendenti che sibilano, armi che si scontrano..Blerin stende un nano!
Grande! Fagli il culo fratellone...
Perde il contatto visivo...passa un'interminabile manciata di secondi ed é tutto é finito.
I nani sono a terra, sconfitti.

Il suo piano aveva funzionato, aizzargli contro quei tre guerrieri e tutta la locanda...gli avevano spaccato il culo, e tutti avrebbero giurato che era tutta colpa di quei mezzuomini di merda....come poi, in effetti, era veramente… Stronzi.
Se le puttane sono dalla tua parte, tutti sono dalla tua parte. Chi non stà dalla parte della figa...ahahah
E le puttane stavano ancora lanciando tutto quello che trovavano a portata di mano contro i 'cadaveri' dei nani lunghi per terra...
Ma dové Blerin? Non riesce a vederlo.

Eccolo.
Il sorriso compiaciuto si smorza rapido sul volto di Cristo e lascia il posto al terrore.
Blerin é a terra, la schiena insanguinata...

Non fa in tempo neanche a metabolizzare la scena che un uomo seduto al tavolo dove è appoggiato Kim, ormai ripresosi, bisbiglia qualcosa all'orecchio del fratello e gli lancia uno sguardo che sembra divertito...
Poi si alza rapido, raccoglie la loro sacca «questa per ora la prendo io...»
Cristo la trattiene facendo resistenza, uno strattone e perde la presa «fidati ragazzo, per adesso é meglio così».
Prosegue e, senza scambiarsi una parola, raccatta gli uomini che Cristo aveva coinvolto nella rissa, che si caricano il corpo di Blerin in spalla e spariscono veloci dalla porta sul retro.
Tutto accade in un attimo. Neanche il tempo di riflettere, neanche il tempo di considerare l’ipotesi imponderabile, quella che Blerin fosse…
Cristo scuote la testa come a ridestarsi...ma che cazzo sta succedendo, dove cazzo stanno portando Blerin?
E perché tutti continuano a urlare?
Le guardie!!!!

Strano...fino ad un attimo fa non vedeva l'ora che arrivassero ed ora ,che era tutto finito, non era più così ansioso di fare la loro conoscenza...meglio tagliare la corda. E alla svelta.
Dobbiamo seguire Blerin.
Sta per seguire gli uomini che si sono caricati il corpo del fratello, quando la porta si spalanca e un uomo dai folti capelli ricci e la barbetta incolta con indosso la divisa rossa e blu della guardia cittadina tuona «IN NOME DELLA GUARDIA NOVA CHE NESSUNO SI MUOVA!».
Forse poterebbe ancora farcela a raggiungere la porta e cercare di svignarsela. Voleva seguire Blerin,doveva sapere come stava, sapere se…..se era vivo.
Ma questo avrebbe voluto dire abbandonare Kim, che era rimasto imbambolato.
E poi non avevano fatto niente di male. Avevano conversato amabilmente per tutta la sera con Marzia e Julya, due ottimi testimoni nel caso le cose dovessero prendere una piega imprevista si ritrova a riflettere, fino a che Kim non era stato centrato dal boccale del nano.
Meglio non fare cazzate. Meglio non dare nell’occhio. Meglio aspettare.

Così Cristo si china sul fratello malconcio e gli tampona la ferita che ancora perde un po di sangue con un cencio, e gli sussurra «per adesso dimenticati di Blerin,vedrai che sta bene, stai buono e non dire niente». Poi mente «hai visto, mentre lo portavano via ci ha fatto un segno con la mano, è malconcio, ma sta bene».
Una ragazza della locanda, evidentemente mossa da un inusuale spirito cameratesco nato dall’aver entrambi un amico ferito dai lanci dei nani, gli si avvicina «non usare quello straccio, non vedi come’è sporco. Lascia fare a me o gli verrà un’ infezione» .
Estrae da sotto il grembiule una striscia di stoffa bianca e rimpiazza Cristo nel ruolo di infermiere.

Speriamo che le guardie si carichino i nani e si sbrighino.
Loro dovevano seguire Blerin.


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Giacomo Mariani
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Kim, ormai ripresosi quasi completamente, ascolta con attenzione le parole del fratello. Il suo primo istinto era stato quello di seguire il fratello fuori, non voleva lasciarlo solo in quelle condizioni! Ma anche lui aveva pensato che lo scappare davanti alle guardi cittadine non avrebbe fatto una bella impressione… Anzi! Era rimasto lì, sulla sua sedia, a guardare la scena. Nel frattempo però ripensava alle parole della volpe grigia… avrebbero ritrovato lì Blerin? Inoltre aveva lodato la mira (?) di Cristo… la mira di Cristo? E che cosa aveva mai fatto il fratello? Lui non si era accorto di niente. Forse però questo spiegava il suo sorridere soddisfatto!

Ora una bella ragazza lo medicava, mentre le guardie non sono più all'ingresso, iniziano ad entrare. Le sei guardie si dividono: due iniziano ad ispezionare il locale o quello che ne rimane cercando le armi che durante lo scontro sono scivolate a terra, le altre quattro si dirigono verso i nani a terra per fermarli. Il capitano invece si dirige verso le persone ancora coscienti ed ordina di andare tutte verso il bancone della locanda.

Kim si alza in piedi e sorretto da Cristo e dalla locandiera si dirige verso il bancone. Mentre si appoggia al fratello gli sussurra:
-Non ti preoccupare per Blerin, la volpe mi ha detto dove trovarlo.

-SILENZIO! Tutti al bancone! Cerchiamo un po' di capire cosa è successo qua! Ora voglio tutti in silenzio! Parlerete soltanto quando io vi interrogherò! E ritenetevi fortunati! Avrei potuto arrestarvi già tutti!-
Dicendo questo il capitano tiene la mano sull'elsa della sua spada come a risultare ancora più intimidatorio.
-Kevin! Smetti di stare dietro a quei nani e vieni qua a darmi una mano!
Una delle guardie si stacca dal gruppo e va verso i prigionieri.
-Prendi una brocca d'acqua e sentiamo un po' cosa hanno da dirci questi due ragazzini! Voi due, sedetevi qua e cercate di essere convincenti! Le prigioni cittadine sono incredibilmente vuote in questo periodo.

Kim e Cristo si guardano in faccia spaventati. Si siedono su una panca e guardano muti il militare.
-Iniziamo da te, dimmi un po' cosa è successo e spiegami perché sei coperto di sangue e puzzi come un barile di sarde avariato!
Kim è il primo a subire l'interrogatorio e non sa bene cosa dire…
-V-V-V-Vede signora guardia, io ero qua con mio fratello, siamo arrivati oggi in città alla ricerca di un lavoro… -Kim ha deciso di non nominare Blerin, d'altronde il fratello non è più lì…
-Ti ho fatto una domanda, non ti ho chiesto la storia della tua vita! E ne frega niente! Raccontami l'ennesima storia strappalacrime di sofferenze e povertà e ti sbatto dentro!
-S-S-Scusi, siamo venuti alla locanda per abbeverarci e mangiare qualche cosa quando qualcosa mi ha colpito e io mi sono trovato a terra in una pozza di sangue, non ho visto cosa mi abbia colpito ne chi, so solo che ero per terra. Quando mi sono rimesso in piedi la situazione era già degenerata e non so dire molto di più se non che tutti si sono scagliati contro il gruppo di nani che gozzovigliavano a quel tavolo là.
Kim cerca, senza troppa fatica, di usare un tono piuttosto ingenuo per descrivere la situazione.
-Se ho questo odore è perché per lavarmi la faccia ho usato una brocca del vino più puzzolente del mondo.
L'arcigno militare a queste parole si lascia andare ad una risata:
-Ahahahahah! Si direbbe che tu abbia usato del Ribrez, il vino tipico della città di Novissima! Non c'è bevanda più puzzolente, ma neanche bevanda più gustosa! Bene quindi tu non avresti visto niente…dicono tutti così! Questo qui sarebbe tuo fratello quindi? Molto bene, sentiamo la sua versione dei fatti, sperando che almeno lui abbia visto qualcosa!
L'ufficiale sembra essersi rilassato. Ora attende la versione di Cristo.

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Pietro
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Solo per Blerin:

Spoiler (click to reveal)
Non sapendo se essere terrorizzato o felice della situazione in cui trovi, provi di nuovo ad alzarti sul gomito e trovare l`energia per rispondere alla donna ma non appena ti muovi senti distintamente qualcosa che schiocca come un ramo spezzato nel tuo fianco destro, il dolore è lancinante, come se ti avessero infilato una lama di ghiaccio 30 pollici nel costato. Apri la bocca per urlare ma la gola ti si strozza, il dolore ti fa irrigidire e contorcere i muscoli con una violenza innaturale. Prima che tu te ne renda conto sei scivolato dalla barella a pancia in giù in giù sbattendo la faccia contro il pavimento di terra battuta della tenda. Punti le mani a terra per cercare di sollevarti ma lo sforzo ti fa contrarre lo stomaco e i polmoni in uno spasmo. A pochi pollici dal tuo viso la terra comincia a tingersi di rosso scuro: cazzo stai vomitando sangue! Ti accasci nuovamente con la faccia in una pozza del tuo stesso sanguo, gli spasmi non si fermano. Attraverso il dolore e la nebbia che ti invade la testa senti la voce della donna che grida: “KARMILIA PRESTO VIENI A DARMI UNA MANO! QUESTO CRETINO SI È PERFORATO UN POLMONE E STA MORENDO AFFOGATO!”
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Francesco Montesi
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Riapro gli occhi; ultimo ricordo: la barba insaguinata del nano accasciato sotto il mio corpo, un dolore lancinante alla spalla poi il buio!
Sento freddo, sono sdraiato, una luce fioca mi costringe a sforzarmi per tenere aperti gli occhi, sopra di me il cielo si muove come onde del mare, dove sono?
É questo l'ultramondo? Rincontrerò mia madre?
In bocca, un forte sapore di ferro: sangue! Sono ancora vivo!!!
Alcuni secondi e mi abituo alla luce fioca, sono sdraiato su una branda, sopra di me non c'è cielo, sono in una tenda.
Intravedo contorni sfuocati all'interno della tenda, persone.
Raduno le mie forze, cerco di alzarmi.
“AAAAAHHHHH!”
Dei Antichi, che dolore!
Mi riaccascio sulla branda! Una figura mi si avvicina dall'oscurità, tra spasmi cerco di riprendere fiato, a pochi metri da me si delineano i contorni di una donna, intuisco ciò che sta dicendo:
“ … rissaiolo? Io non mi muoverei troppo se fossi in te, hai due costole rotte. Sei stato fortunato senza quella pellaccia dura … “
Smetto di ascoltare ciò che la donna mi sta dicendo: fortunato!?!? sono in un luogo che non conosco con persone che non so chi siano e di cui non conosco le intenzioni, scampato per un pelo alla morte e dovrei considerarmi fortunato, per carità sono vivo, però...
Con difficoltà cerco di guardarmi attorno, soffocando il dolore che mi attraversa il corpo. Riesco ad osservare meglio la donna che si è appena rivolta a me: fisico mascolino, capelli lunghi ricci che le cadono sulle spalle, un viso forte e squadrato con due profondi occhi, scuri e luminosi.
Con grande sforzo e con voce flebile riesco a pronunciare poche parole:
“Dove sono?”
La donna davanti a me continua:
“Cane Pazzo e Baston mi hanno detto che ti sei battuto come un leone anche se la tua tecnica con la spada è molto da affinare. Lascia che mi presenti, io sono Mellira Stella, sacerdotessa di Maliat e secondo capitano delle volpi Grigie e tu ora sei sotto la nostra protezione”
Volpi Grigie?!? ora qualcosa mi è più chiaro, questa donna l'avevo già intravista nella grande sala di Novissima, e continuando a guardarmi attorno riconosco a poca distanza dal mio giaciglio le figure di coloro indicatimi da Marko all'osteria, che da quel poco che ricordo avevano alzato le spade contro i nani.
Riacquistando lentamente lucidità, un pensiero mi attraversa rapidamente la mente, Kristo? Kim?
Volto con dolore il collo, buttando uno sguardo a destra e a sinistra: la tenda è grande ma dei miei due adorati fratelli non c'è traccia. Il cuore comincia a pulsarmi all'impazzatta, dove sono? Che fine hanno fatto?
Ancora con un sottile filo di voce, riesco a farfugliare:
“Kristo? Kim? Dove sono i miei fratelli?”
Tossisco, un grumo di sangue esce dalla mia bocca e sporca la coperta in cui sono avvolto.
Rapida è la risposta della donna, come se si aspettasse questa domanda:
“I tuoi compagni sanno che sei qui da noi e, se non sono stati arrestati dalla Guardia Nova per aver creato disordini, dovrebbero arrivare tra poco”
Pronunciate queste poche parole, mi volta le spalle e torna a parlare con i suoi compagni.
Le sue parole non mi hanno tranquillizzato, cosa vogliono queste persone da me, da noi? Perchè si sono presi la briga di portarmi via dal Dado d'Osso.
Domande e pensieri si rincorrono nella mia mente, sono stanco – però – molto stanco.
Il sonno è più forte del dolore: lentamente chiudo gli occhi, l'ultimo pensiero è per i nani, bastardi! Non so se mi ricapiterà di incontrarli, ma se accadesse avrò una spada nella mano e … .
Riapro gli occhi, la luce fioca è la stessa, sono ancora nella tenda: non è stato un brutto sogno!
Intorno al tavolo ad alcuni metri da me sento Le Volpi Grigie che parlano animatamente.
Mi sento un po' meglio rispetto a prima, senza che mi vedano faccio forza sul gomito riprovando ad alzarmi.
Questa volta il dolore al costato sentito in precedenza è più lieve, faccio per muovermi, ma senza forze scivolo su un fianco del giaciglio cadendo a pancia in basso sul pavimento.
Il mio torace è attraversato da un dolore lancinante, sento crack, come se una lama mi avesse trafitto da parte a parte il petto. La mia bocca si riempie velocemente di sangue. Riesco ad emettere un urlo disperato.
“AAAAAHHHHH!”
Prima che il fiato smetta di arrivarmi. Non c'è più aria nella mia bocca e nel mio naso, solo sangue scuro e grumoso. Faccia a terra sono immerso in un lago di sangue, il mio.
Lucidità e coscienza mi stanno nuovamente abbandonando. Prima di sprofondare in quello che potrebbe essere il mio ultimo sonno sento la voce di una donna:
“Karmilia presto vieni a darmi una mano! Questo cretino si è perforato un polmone e sta morendo affogato!”
La mia mente vaga sempre più lontano.
Merda! Che nuova vita del cazzo!
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zebi zebi
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La risata del soldato smorza un po’ della tensione che era calata nella stanza con l’ingresso della guardia cittadina.
Cristo ha tenuto lo sguardo basso, mentre Kim parlava, e solo ora che viene interpellato, lo alza e fissa il soldato che lo sta interrogando.
Massimo rispetto per le autorità! E’ questo quello che si aspetta da un povero ragazzo di campagna appena arrivato in città, pensa con ironia, ed è quello che avrà…

Riannoda le idee:
la maggior parte dei nani è a terra, alcuni per le ferite riportate, altri per l’alcool. Quelli rimasti in piedi, ora che non hanno più la volpe grigia a punzecchiargli la schiena con la spada, hanno ripreso un po’ di baldanza. Si sono ‘rifugiati’ spalle al muro e sono circondati da quatto guardie. Stanno sbraitando nella loro lingua sconosciuta quelli che sembrano insulti verso tutti gli occupanti della locanda.
Anche verso le guardie.
E, così a prima vista, non sembrano del tutto intenzionati a farsi ammanettare o portar via.
La forza dell’alcool, evidentemente,non si è spenta del tutto in loro. Anzi, si è incattivita dalla ‘sconfitta’ subita…
Le guardie li ‘controllano’, armi in pugno, ma non sono proprio a loro agio. Anche perché in nano più ubriaco di tutti, quello che brandiva il martello, con la lucida follia che contraddistingue i veri ubriaconi, nel breve lasso di tempo intercorso tra la ‘fuga’ delle volpi grigie e l’entrata in scena della guardia si era rialzato da terra e riappropriato della propria arma sulla quale a stento si reggeva in piedi…..
Non che sembrasse minaccioso, ridotto com’era, ma…..ma non si può mai dire…

In sintesi il capitano della guardia non aveva capito un cazzo.
Rompeva i coglioni a loro quando ancora il fuoco non si era del tutto sopito… e chissà, se rintuzzato, si poteva anche ridestare…
In ogni caso era evidente a chiunque, anche ad un idiota, e sperava lo fosse anche per il capitano di quel manipolo di guardie, che i colpevoli di tutto erano quell’ammasso di mezzuomini ricoperti di birra, vino, scarti alimentari, vomito, sangue ed escrementi.
Stanno già attirando l’attenzione su di loro, e tutta la locanda gli vorrebbe ancora spaccare il culo.
E le puttane, le puttane sono le migliori….per nulla intimorite dalla presenza delle guardie, ci saranno abituate, continuano ad inveire ed insultare quei luridi nani…

Ma il capitano aspetta ancora una risposta e Cristo non si può esimere dal raccontare tutta la verità, o quasi…
«Messere, come ha detto mio fratello, siamo arrivati in città solo stamattina alla ricerca di un lavoro. Ma non la starò a tediare su quello che abbiamo passato per arrivare stia tranquillo…»
«Io ho visto qualcosa di più, ma non più di tanto, le confesso che quando sono iniziate a volare spadate mi sono butto a terra e o pensato solo a cercare di non farmi uccidere…mai vista nel nostro villaggio una cosa così…»
Cristo si riallaccia alle parole del fratello «siamo venuti qui attratti dal grande cartello appeso fuori, alla ricerca di cibo per sfamarci e un letto dove dormire e dopo aver mangiato una ottima trippa abbiamo passato la serata al tavolo di due ragazze, una per il vero molto carina, che poi sono salite li»
Cristo indica la scala, prosegue il suo racconto e lo riempe di tanti piccoli ed inutili dettagli, come i gioielli di Marzia, o la blusa di Juliya, vuole annoiare il capitano, fargli perdere interesse per due contadini sfigati, ma ancora di più vuole che la sua storia sia credibile…

Anche una storia vera può sembrare falsa se non la si sa raccontare, e riempire una storia di dettagli, di immagini che balzano dall’orecchio al cervello di chi ti ascolta e gli fanno vedere quello che tu hai visto…
E’ questo che rende vera la verità…e, talvolta, anche la falsità…
Altro insegnamento di quel vecchio sacerdote che allo stato gli aveva insegnato tutto…

Il capitano si spazientisce «Non me ne frega un cazzo di quanto fosse figa la rossa che hai conosciuto stasera! Dimmi solo cosa cazzo ha trasformato questa locanda in un fottuto campo di battaglia!», ma non è veramente incazzato, gioca a fare il duro, o almeno così gli sembrava…..e sperava.
Certo che era veramente un coglione se si concentrava su di loro e non su nani rimasti in piedi, o forse…forse voleva soro una panoramica dei fatti da chi sapeva parlare la sua stessa lingua…
«Scusi signore» prosegue ossequioso «i nani, quei nani, hanno iniziato a lanciare boccali, cibo, piatti in ogni dove. Quel nano colpiva con quel martello tutto ciò che gli capitava a tiro. E’ così che un boccale ha ferito mio fratello che è svenuto. Ma anche altri sono stati colpiti, una ragazza e dei signori laggiù…e poi…poi è scoppiato il finimondo…e io mi sono buttato a terra cercando di far rinvenire mio fratello e di salvare la pelle» una pausa, come a riannodare le idee «i nani si sono scontrati con degli uomini, e io stavo sotto quel tavolo laggiù… e sentivo il cozzare delle armi…poi dopo un lungo attimo è tutto finito, i nani erano a terra e quegli uomini scomparsi…»
«Comunque sono i nani che hanno fatto tutto questo casino» conclude Cristo

« Si è vero, erano completamente ubriachi, hanno cercato di violentare una cameriera, e poi hanno iniziato a lanciare di tutto e degli uomini seduti laggiù gli hanno giustamente fatto il culo» interviene un altro avventore.
Tutti i presenti riiniziano a rumoreggiare contro i due nani nani ancora in piedi.
«E’ vero, portate via quelle merde e lasciteci sistemare questo casino! che cazzo volete da noi?» prosegue una puttana di mezza età, ma ancora molto avvenente.
«Attenta alla lingua ragazza» gli tuona contro il capitano.
Lei, per nulla intimorita, gli si avvicina e gli sussurra, quello che solo Cristo e forse Kim che gli sono davanti riescono a sentire, «altrimenti che fa…, mi sculaccia come l’altra volta…o piuttosto si fa sculacciare come la volta prima…»
Il capitano strabuzza gli occhi e arrossisce per un attimo.
Colpito e affondato, pensa Cristo.

E quando sta per…ecco che interviene da dietro il bancone, con modi affabili, quello che sembra essere il titolare della locanda…un uomo sulla cinquantina basso quasi quanto i nani e grasso più di loro. Calvo, ma con due folte basette che insieme ai lunghi baffi gli forniscono un aspetto tutto sommato buffo.
«Capitano, mi sembra evidente che quei nani abbiano bevuto un po’ troppo, ma in fin dei conti non è successo niente….qualche boccale da ricomprare o tavolo da rinsaldare… anche il nostro amico» prosegue indicando Kim «si è ripreso. Così come gli altri colpiti. E la ragazza laggiù se la caverà con qualche punto, ma rimane un fiore, che ne dice? Solo quelli - ora indica i nani a terra – sembrano essere a pezzi…ma come si dice… chi è causa del suo mal pianga se stesso ahahah»

Vuole chiudere la vicenda,è evidente. Deve essere abituato alle risse e alle ‘demolizioni’, fanno parte del ‘gioco’. Vuole chiudere la vicenda e tutelare i suoi clienti…, ma vuole pure guadagnarci qualcosa!
«Penso che questi nani abbiano la borsa abbastanza pesante da poter facilmente ripagare tutti i danni cagionati alla mia povera locanda, lenire i miei gentili clienti del fastidio subito e ringraziare la pronta guardia cittadina per il disturbo della chiamata…» la voce affabile ora è divenuta quasi melliflua e le parole sono accompagnate da gesti tanto teatrali quanto ossequiosi…« se lei è d’accordo Capitano, io sarei disposto ad accettare la ‘simbolica’ cifra di cinquanta pezzi d’oro per i danni subiti, oltre il saldo dei conti di tutti i presenti per il disturbo loro arrecato!» finisce la frase in crescendo, allargando le braccia come ad attendere un applauso.
Un vero genio! Stava trasformando i residui di una rissa in un enorme pubblicità per la locanda.
E aveva, anche lui, del tutto omesso di nominare le Volpi Grigie, evidentemente non se le voleva inimicare…
Come dargli torto.
«e chiaramente, la prossima volta che lei e i suoi uomini verrete in libera uscita, il conto sarà pagato anche per voi ahahah» aggiunge con una strizzata d’occhio «penso che i miei cari clienti siano d’accordo?»
Dalla sala sia alza un chiacchiericcio di assenso.
Com’è facile comprarsi certi uomini…
Solo le puttane non sono d’accordo, in particolare quella ferita, ma il ‘buon’ oste la fa accompagnare di sopra dalle amiche.

«Horace, se non vendessi la birra migliore di tutta Novissima ti dovrei far arrestare per questo tentativo, ma…»
Si volta verso i nani rimasti in piedi e con tono sbrigativo gli dice «avete sentito la generosa proposta di Horace, fuori i danari, recuperate i vostri e entro l’alba vi voglio fuori dalle mura di Novissima. O, se preferite, ci potete sempre seguire in prigione… »
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Giacomo Mariani
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Alle parole dell'oste i nani si mettono a sbraitare, protestano, ma quello tra loro che sembra il più sano li zittisce. Pronuncia delle parole incomprensibili e subito appaiono i soldi necessari a saldare i conti. Evidentemente la minaccia della notte in cella ha fatto il suo effetto.
Nel frattempo la folla inizia a vociare:
'fanno sempre così'
'ogni volta che questi nani vengono alla taverna è la stessa storia!'
'e la guardia non fa mai nulla… arriva e intasca!'
'e poi del la prendono sempre con i più giovani, hai visto che sono andati subito da quei due ragazzi? Mica è andato a parlare con i nani l'esimio comandante!'

Kim ascolta incuriosito i discorsi degli avventori rimasti. Evidentemente sono tutti molto più abituati alle risse di quanto non lo sia lui…
A lui sembra un miracolo che le guardie non lo stiano portando in prigione, anche se a conti fatti non ha commesso alcun crimine!

Intanto il capitano, intascato dell'oro nella transizione tra i nani e l'oste, sta richiamando le guardie ed è pronto a ritornare alla caserma.
Prima di andarsene però si gira verso i due fratelli Fortebraccio:
-Ehi voi due! Sappiate che vi tengo d'occhio.

Evidentemente cercava ancora di farsi grande con i piccoli… ma dopo la scena a cui aveva assistito, la velata minaccia non gli faceva ne caldo ne freddo. E, a giudicare dalla faccia infastidita di Cristo, non era il solo.
Di certo l'esperienza aveva insegnato molto a Kim. Se era arrivato "ingenuo" dalla campagna ora iniziava a farsi una idea di come funzionava il mondo al di fuori del villaggio. Di come l'oro poteva ungere molti ingranaggi e di come i torti li subissero sempre i più deboli ed inesperti. Ecco Kim non voleva assolutamente più appartenere a questa schiera. E l'arruolarsi nelle volpi grigie sembrava la via più breve da percorrere per raggiungere il suo obbiettivo. Per un attimo aveva pensato di entrare nelle guardie della città, ora si rendeva conto di come questo non avrebbe cambiato praticamente nulla. Lo sguardo delle guardie, quasi spaventate nel tenere a bada i nani, l'inutile ed artificiosa superiorità del capitano erano tutti segnali di impotenza.

Ora però bisognava pensare a Blerin.
-Prima hai detto che sai dove hanno portato nostro fratello?-evidentemente anche Cristo ora pensava solamente a ricongiungersi con il fratello maggiore.
-Sì, la volpe grigia che mi ha aiutato mi ha detto di incontraci dopo il tramonto al tempio di Maliat. Io però non ho idea di dove sia e a giudicare dal cielo fuori dobbiamo pure muoverci!
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Pietro
Italy
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Tra il vociare animato dei clienti della locanda e dei curiosi, i Nani, versato il pesante prezzo delle loro bravate, probabilmente più di quanto fossero stati pagati per il viaggio da Minaria fino a qui, escono in strada chi barcollando per l`alcool e chi zoppicando per le ferite riportate durante lo scontro. Le guardie li scortano per evitare che le braci ancora calde della rissa riprendano vita.

In un attimo l`atmosfera dentro il Dado d`Osso cambia: “Forza! Forza! Avete sentito no? Il vostro conto è stato già saldato quindi se avete una stanza qui tornatevene di sopra altrimenti tutti fuori! – grida Horace, il sorriso compiacente sfoggiato nella trattiva con il capitano delle guardie è ora stato sostituito da uno sguardo infuriato che gela il sangue ai presenti – E chi ha preso parte in questo macello e se l`è cavata con nulla veda bene di non farsi più vedere!” Qui i suoi occhi incrociano minacciosamente i vostri: che abbia visto Cristo lanciare il bicchiere? O forse il cameriere che vi ha serviti gli ha detto che Blerin era con voi? Sta di fatto che a questo punto, visto che avete già scampato l`arresto, vi sembra opportuno non tentare ulteriormente la sorte e uscite silenziosamente con il resto della folla cercando di dare il meno nell`occhio possibile.

Chiedete a un passante come arrivare al tempio di Maliat e, seguendo le sue indicazioni, imboccate il ramo di sinistra della forcella all`angolo della quale sorge il Dado d`Osso. Le strade di Novissima sono ancora affollate come quando siete arrivati nonostante il cielo stia già virando sul blu scuro. Nella folla notate un uomo che, con un lungo palo di ferro in cima al quale arde una fiammella, accende le lanterne ad olio fissate a intervalli regolari sui muri di pietra dei palazzi. Tra tutte le cose incredibili che avete visto in queste ore, l`idea che qui la gente al tramonto non si chiuda in casa ma che anzi addirittura le strade di Novissima siano affollate e illuminate anche di notte vi lascia a bocca aperta.

Svoltate un angolo e proseguite. Gradualmente oltre i tetti vedete emergere prima un vessillo della città che garrisce al vento e poi la cima di un`imponente torre che si staglia ben più alta dei palazzi circostanti. Mano a mano che vi avvicinate vi rendete conto che la torre non è altro che l`angolo di una fortezza così maestosa da far impallidire le porte dalle quali siete entrati. L`edificio ha un forma irregolare, o almeno così vi sembra dalla vostra posizione, ed è costruito con enormi blocchi di pietra rovinati e scuriti dal tempo. La strada ora costeggia il muro orientale della fortezza e, molte braccia sopra di voi, riconoscete le divise rosse e blu delle guardie che scrutano giù dagli spalti.

Pensavate che la fortezza non avesse mai fine, ma ecco invece che la strada si apre su una piazza di forma ellittica che, nel lato opposto a quello da dove voi siete entrati, si affaccia su di un lago nel quale si riflette la luna, già alta nel cielo. Sulla vostra sinistra, protetto da numerosi membri della Guardia Nova, sorge l`imponente ingresso della fortezza. Sopra il gigantesco arco, illuminato da due grandi lanterne che gli pendono ai lati, spicca lo stemma di Novissima, scolpito in una pietra molto più chiara e chiaramente più recente del resto della porta. Più avanti sulla vostra destra, invece, si trova un ampio spazio aperto circondato da una recinzione di ferro battuto. Il cancello è spalancato sulla piazza e, sulle due ante, sempre di ferro battuto, è ben visibile il simbolo di una bussola. Tutto corrisponde a come il passante di prima vi ha descritto il tempio di Maliat.

Un po’ titubanti varcate il cancello del tempio. In fondo allo spiazzo di terra battuta sorge un piccolo edificio di mattoni dal tetto aguzzo di fronte al quale, illuminata dalla lampade votive poste ai suoi piedi, è collocata la statua di legno dipinto di un giovane sorridente vestito di abiti sgargianti con una bussola in mano. Nel resto dello spiazzo sono piantate numerose tende più o meno grandi. Una in particolare attira la vostra attenzione. È quella più vicina al tempio vero e proprio ed è chiaramente di qualità superiore alle altre. Su un pennone che svetta dalla sua punta centrale sventola uno stendardo che luccica alla luce della luna, vi è rappresentata la testa di una volpe argentata su fondo nero. In un angolo dello spiazzo un gruppo di una decina di uomini si affolla intorno a un pentolone dal quale un tizio corpulento distribuisce mestolate di zuppa, vi giungono all`orecchio grida e risa.
“Ce l`avete fatta finalmente – dall`ombra al vostro fianco esce prima una voce e poi una figura, facendovi sobbalzare – ti sei già dimenticato di me ragazzo? – prosegue l`uomo vedendo la vostra reazione stupita e rivolgendosi a Kim, che solo ora riconosce la Volpe Grigia che era seduta al suo fianco durante la rissa alla locanda – Seguitemi, il vostro compagno è in infermeria.”

L`uomo vi fa strada fino a una tenda bassa e lunga illuminata all`interno dalla luce di alcune lampade. Sdraiati su due brande riconoscete le due Volpi Grigie che sono rimaste ferite nello scontro con i Nani, un angolo della tenda è invece separato da voi da un pesante telo bianco. Proprio in quel momento il telo si scosta e ne emerge un uomo anziano con barba e capelli grigi e vestito con degli strani paramenti che vi ricordano quelli del vecchio Arius, anche se sono molto più variopinti. Il vecchio regge in una mano un incensiere di bronzo dorato e ha un`aria stremata. Si deterge il sudore dalla fronte con una manica della tunica e si lascia crollare a sedere su una panca. Solo ora vi nota: “Kim e Cristo immagino? Vostro fratello non ha smesso mai di chiamare i vostri nomi. Si è bagnato i piedi alle Sorgenti Gialli ma ora sta bene. Maliat gli ha sorriso, ma ricordatevi che è un dio volubile e che non concede mai nulla senza qualcosa in cambio…”
A queste parole, senza nemmeno degnare il sacerdote di una risposta, vi precipitate oltre il telo. Dentro trovate la donna che accompagnava Django al Palazzo delle Dogane, china su una branda, e una ragazzina di non più di 18 anni intenta a raccogliere in un secchio dei panni impregnati di sangue. Sulla barella, finalmente, vedete vostro fratello Blerin e non potete trattenervi da gridarne il nome all`unisono. Sentendosi chiamare Blerin apre gli occhi e si guarda intorno confuso, prima ancora di dire una parola o concedersi di essere felice si alza lentamente sui gomiti e si tasta il fianco destro, sembra come se dove prima c`era qualcosa di decisamente rotto ora non sia mai successo nulla.
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zebi zebi
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Avevano scampato l'arresto, questo era l'importante.
E avevano pure capito come funzionavano le cose a novissima...altro che la città della speranza e dei giusti...tutto il mondo é paese,e tutte le città sono città dell'oro.
Ma ora dovevano seguire Blerin.
'Che ne sai che lo stanno portando al tempio di Maliat?'
'Me l'ha detto quell'uomo che poi se l'é caricato in spalla, é una Volpe Grigia, come lo sono quegli altri tre' risponde Kim felice, per una volta, di lasciare il fratello stupito 'ma non sappiamo dov'é il tempio'
'Beh, a questo possiamo porre facilmente rimedio, penso che tutti in città sappiano dov'é'
Le sgradevoli parole di Horace li accompagnano all'uscita.
Quanto avrebbe voluto riempire di calci e pugni quel suo enorme ventre flaccido. Forse un giorno l'avrebbe fatto...

Escono in strada, i pensieri rivolti a Blerin...come starà? Sarà ....sopravvissuto? era privo di sensi e pieno di sangue...
Escono in strada ed é la meraviglia! Migliaia di piccole fiammelle illuminano le vie in un eterno tramonto... 'La città va a fuoco' si lascia sfuggire divertito..
Poi é un continuo di meraviglie, sembra uno di quei mondi fantastici che vengono raccontati nelle storie,nei miti....Bastioni imponenti e fortezze infinite. Stemmi in pregiato granito che campeggiano sopra antichi portali...tra fiammelle e luna alta, sembra ancora giorno...
Cristo si guarda intorno estasiato e inizia a fantasticare...vede un palazzo alto sette piani con l'ultimo aperto su di un grande terrazzo da cui si affaccia quella che sembra essere una bellissima donna avvolta in sete preziose...ecco, lì mi piacerebbe vivere...
É Kim ha riportarlo alla realtà ' Cristo, dove stiamo andando?,fermati! dobbiamo chiedere la direzione'
Un trillo gli suona in testa, Blerin!

Fermano un addetto alle luci, é gentile, gli indica la via e in un attimo sono di fronte al tempio di Maliat.
Il cancello é spalancato, le Volpi Grigie non temono nessuno, varcano la soglia.
Pur essendo in città sembra un campo militate, con tende piantate sulla terra battuta. Passano affianco alla più grande, deve essere di Django...e quello deve essere il suo vessillo...
Un uomo gli viene incontro, sembra conoscere Kim, li guida in infermeria.
L'ansia gli stringe lo stomaco...Blerin...
Esce un uomo stremato pronuncia parole ambigue... sorgenti gialle gli si piantano in testa.
Lo superano senza neanche rispondere, scostano il velo...

Blerin é disteso sulla branda, le bende a terra sono insanguinate, lui no...
Kim e Cristo urlano all'unisono il suo nome...passa un interminabile secondo e il fratello maggiore si desta, sulla faccia ha stampata un’espressione....come se lui stesso fosse stupito di essersi risvegliato in questo e non nell’'altro' mondo...
Si tocca il costato...niente.
Anche Cristo aveva visto del sangue nella locanda, tanto sangue...
Kim non resiste e salta addosso al fratello.
Com'é possibile?
Il mondo andava veramente al di della sua immaginazione...quelle storie ascoltate al villaggio erano vere dopotutto!
Anche la Morte poteva essere vinta…e per Blerin era la seconda volta.

Cristo abbraccia Blerin e ne approfitta per toccargli ‘casualmente’ il costato…niente.
Si stacca e si volta verso la ragazza che aveva pazientemente assistito al quadretto familiare
‘Mia signora, vi ringrazio per esservi presi cura di nostro fratello, io sono Cristo e lui e mio fratello Kim, ci siamo già incontrati nella grande sala dietro le dogane, ma non ci siamo presentati. C’era anche il vostro comandante…’

E’ un dio volubile e che non concede mai nulla senza qualcosa in cambio…quelle parole, ora che aveva visto che il fratello maggiore stava bene, gli rimbombavano in testa…che cosa avrebbe voluto da loro?
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Giacomo Mariani
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Nonostante il sole stia tramontando, la città è ancora viva. Novissima è veramente, come si dice in giro, la città che non dorme mai. Kim ha sempre pensato che fosse una stupida leggenda, una diceria, invece non era così. Anzi quello che si diceva non rendeva giustizia alla straordinarietà della città. Camminando alla ricerca del tempio di Maliat si sono imbattuti per la prima volta nel sistema di illuminazione! Incredibile! E che spettacolo erano le vie completamente illuminate! Sebbene preoccupato per il fratello disperso, Kim non può fare a meno di guardarle stupito ed ammirato.

'Una città che può permettersi un sistema di illuminazione deve essere una città molto molto ricca!' Kim si accorge che, per la prima volta da quando è in città, inizia a vedere le possibilità che si celano dietro le novità della città e dietro la nuova vita della famiglia Fortebraccio.
'Forse Cristo aveva ragione ad insistere tanto sul partire per Novissima.'

Immerso nei suoi pensieri, allunga il passo. Ha visto la torre indicata dal passante, il tempio è da quella parte. Nel vedere la fortezza della guardia cittadina invece prova disgusto. La situazione vissuta alla locanda ha lasciato delle cicatrici nell'animo del ragazzo. Prima si sentiva attratto in qualche modo dalla guardia cittadina, un lavoro rispettabile, una buona paga, un pasto caldo ed un letto ogni giorno. Ma si era reso conto che di rispettabile in quel lavoro c'era ben poco. L'atteggiamento del capitano lo aveva DISGUSTATO.

Quante cose aveva imparato in una sola giornata in città! Forse più di quelle imparate in una "intera vita" da contadino! Mentre camminano costeggiando la fortezza Kim si rende conto che ora non è pronto per vivere a Novissima. Troppo ingenuo ed inesperto la città lo inghiottirebbe per poi sputarne solamente le ossa e nemmeno l'aiuto dei fratelli servirebbe a nulla. Deve fare esperienza e soprattutto guadagnare del denaro. La somma messa da parte per il viaggio è del tutto insufficiente, si esaurirebbe in pochi giorni e i quattro colpi di spada che conosce non sono sufficienti per sopravvivere. Per la prima volta, probabilmente in tutta la sua vita, Kim ha un piano: arruolarsi nella compagnia della volpe grigia, imparare a combattere e sopravvivere per poi tornare in città pronto a cogliere la sua occasione. Una luce nuova brilla nei suoi occhi: la luce della determinazione.

-Ecco il tempio di Maliat Cristo!- I due fratelli si precipitano dentro.

-Blerin! Blerin! Siamo qua, siamo arrivati!- Kim si corre dal fratello, vorrebbe abbracciarlo, in un primo momento non osa farlo per timore di fargli male, ma non riesce a trattenersi-Come stai? Ti hanno curato? Che bello ritrovarti!

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Francesco Montesi
Italy
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Sto percorrendo una lunga strada buia.
La mia mente mi dice di fermarmi; il mio corpo, invece, continua a camminare lungo la via.
Urla terribili si levano dalle tenebre ai miei fianchi, attorno a me l'Oscurità.
Sento rumore di acqua corrente, dopo aver camminato nell'oscurità una luce dorata mi accoglie.
Sono ai bordi di un fiume. L'acqua è color oro.
Una forza esterna mi attira verso le correnti, non riesco ad opporre resistenza: tutto ciò che desidero è gettarmi e purificarmi in quelle acque.
Nel momento in cui sto per immergermi un forte vento mi si oppone. Non riesco a tuffarmi.
Una nebbia densa si frappone tra me e le acque.
Avvolta nella foschia scorgo una figura, intuisco solo i lineamenti, sembra un giovane avvolto in vesti di colori sgargianti.
L'immagine all'interno della nebbia cambia: al posto del giovane si presenta una grande sagoma rotonda, una bussola?!?!
L'ago al suo interno comincia a roterare, impazzito, sul perno; ora, oltre all'immagine dalla foschia si leva una risata, rassicurante.
Il vento che mi si opponeva comincia a farsi più forte, aumenta all'aumentare del vorticare dell'ago della bussola. Non riesco a rimanere stabile sui miei piedi, il vento mi sta rigettando nella via oscura.
Prima di essere sollevato e rigettato indietro sento che dalla foschia – sempre più distante da me – si alza una voce; intuisco solo alcune parole:
“Ci rivedremo, Blerin! Non è ancora giunto il momento di immergerti!”
Tutto ora è buio, fuori di me dentro di me.

“Blerin! Blerin! Siamo qua, siamo arrivati!!”
Apro lentamente gli occhi, riconosco il soffitto sopra di me, ancora in una tenda.
Riconosco le voci, CRISTO KIM! Vedo i loro volti che si aprono in un sorriso mentre si lanciano sul mio giaciglio per abbracciarmi, una lacrima riga il mio volto.
Non credevo che avrei più rivisto i miei adorati fratelli.
Kim in preda all'eccitazione mi si getta addosso, cerco di scostarlo ricordandomi il lancinante dolore al costato, ultimo ricordo prima di abbandonarmi nel sonno oscuro.
Non ci riesco, Kim mi è addosso. Nessun dolore però mi colpisce, ricambio l'abbraccio, forte.
Subito dopo, in maniera furtiva, passo una mano sotto la tunica sul mio torace e sul mio fianco. Tutto è in ordine, il dolore è passato: dove prima c'erano sangue e ossa rotte ora la pelle è pulita e levigata.
Ancora un po' intontito mi siedo sul mio giaciglio e fisso, commosso, i miei due fratelli.
“Cosa è successo? Come avete fatto a trovarmi?”
La gioia di rincontrarsi provoca un turbinio di domande:
"Blerin, come stai? Ti hanno curato? Che bello ritrovarti!"
Intanto intorno a me nella tenda scorgo due figure femminili: una ragazzina e la donna che già in precedenza mi aveva assistito.
Appena la riconosco non lascio il tempo ai miei fratelli di rispondere, con le poche forze lasciatemi dal profondo sonno mi alzo e mi fermo davanti alla donna.
Lei mi guarda stupita.
Mi inginocchio davanti a lei:
“Ho un debito con tutti voi, vi devo la vita! Che la seconda opportunità concessami serva a ripagare il mio debito, a te mi inchino Mia Signora!”
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Pietro
Italy
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“Alzati idiota non c`è nessuna Signora qui! – Mellira sembra irritata ma allo stesso tempo divertita dall`improvvisa e un po’ goffa manifestazione di gratitudine di Blerin – La tua vita non la devi a me ma all`Alto Sacerdote qui fuori. Io non mi sarei mai permessa di scomodare Maliat per un contadinello attacca brighe! Ma a quanto pare il Dio Vagabondo ha altri programmi per te… anche se non sono sicura se questa sia una cosa di cui dovresti rallegrarti o meno…”

Blerin si alza un po’ confuso e torna a sedersi sulla barella, nonostante il costato sembri completamente a posto è tutt`altro che nel pieno delle forze, il piccolo sforzo di inginocchiarsi e rialzarsi è bastato a fargli imperlare la fronte di sudore a mozzargli il fiato. Si sente come se avesse appena scalato una montagna di sabbia e non mangiasse o bevesse da giorni.

“Se proprio vuoi ringraziare qualcuno rivolgiti a Testa Fredda – continua la donna indicando la Volpe Grigia che è arrivata insieme a Kim e Cristo, è un uomo sui trentacinque anni di corporatura media e indossa dei semplici e usurati abiti da viaggio. Nonostante sia già visibilmente stempiato, porta i capelli neri che gli restano legati in una crocchia sulla nuca. Ha gli occhi castani e un volto amichevole anche se segnato da una vita sicuramente non delle più facili – è stato lui a portarti a spalla dal Dado d`Osso fino a qui.”

Testa Fredda sorride divertito: “Bhe dopo aver visto come hai caricato da solo mezza dozzina di Nani armati fino ai denti senza pensarci due volte o avere la minima idea di come ne saresti uscito vivo ho pensato che sarebbe stato uno spreco lasciarti morire dissanguato in una cella della Fortezza Nova! Non mi stupisce che Maliat ti abbia sorriso, non è forse il protettore degli avventati? Comunque penso che anche i miei due compagni nelle barelle qua fuori si meritino un ringraziamento, se la sono cavata poco meglio di te e se non fosse stato per loro quei Nani ti avrebbero ridotto in tanti piccoli pezzi. E non ci dimentichiamo del tuo fratellino eh! – continua l`uomo accennando a Cristo con un sorriso beffardo – Se non fosse stato per il suo genio strategico e la sua mira infallibile dubito che i miei compagni avrebbero fatto molto di più che godersi lo spettacolo!”

A queste parole Cristo fa per ribattere ma sente una mano che, con una stretta d`acciaio, lo afferra per una spalla e lo gira di forza. Si ritrova così a guardare dal basso verso l`alto il volto per metà bendato di un uomo ben piazzato. L`unico occhio visibile è fisso in quelli di Cristo ed è iniettato di sangue: “Dunque sei tu la testa di cazzo che mi ha tirato un boccale nella testa! – tuona l`uomo con voce inferocita. Cristo vorrebbe sfoderare la sua parlantina per difendersi ma un poderoso pugno nello stomaco gli toglie tutte le parole di bocca. Mentre è accasciato a terra che cerca di riprendere fiato sente l`uomo che lo ha appena colpito esplodere in una fragorosa risata: “E con questo siamo pari mocciosetto! Se la prossima volta mi vuoi tirare in mezzo in una rissa non hai che da chiedere, non è un caso se mi chiamano Cane Pazzo!”
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zebi zebi
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Il colpo gli mozza il fiato. Le gambe cedono di botto e Cristo crolla a terra tra gli spasmi. Merda!
Istintivamente si porta le mani a difesa del volto, si aspetta un calcio in faccia che per fortuna non arriva.
La risata di Cane Pazzo lo rincuora.
Si era divertito abbastanza, se per lui erano pari se l'era cavata con poco anche se ancora non riesce a respirare...
Il pugno l'ha steso, ma non era stato un colpo inferto per ferire - gli avrebbe potuto facilmente spaccare il naso, la mascella o il costato se solo avesse voluto - era stato un colpo inferto per fare male, per pareggiare i conti, per non lasciare un 'mocciosetto' impunito.
Cristo deve ancora riprendere fiato che sente Blerin vociare 'ei lascia stare mio fratello'
Certo che a volte è proprio un coglione...

Riesce a rimettersi a carponi e con il poco fiato riacquisito 'taci fratello, me lo meritavo tutto...anche se forse più che me dovevano picchiare te...mi devi una cannonata nello stomaco ahahah' finisce la frase con una risata che sembra un sibilo, ma contagia i presenti.
Ancora fatica a respirare.
Ora intorno a lui l'atmosfera è distesa, ma per un attimo se l'era letteralmente fatta sotto quando aveva capito che il suo lancio non era passato inosservato, come invece pensava.
Cane Pazzo gli tende una mano...Cristo lo guarda come a dire 'mi posso fidare?'.
Lui capisce e con un tono divertito gli dice 'dai che non mordo ahahah'.
Cristo sorride mentre le altre Volpi sbuffano, deve essere una sua battuta ricorrente...

Si rialza tenendosi la pancia e pensa che sono fottuti...
Che ora anche Blerin vorrà arruolarsi nelle Volpi Grigie, non più solo Kim...
Che la città con tutti i suoi misteri sarebbe rimasta l'avventura di una notte...rissaiolo del cazzo...dovevi giurare fedeltà a quella donna? Non avevamo deciso di accettare il lavoro del delfico?
E altro che Maliat...se c'è qualcuno che dovevi ringraziare per averti salvato il culo, come aveva detto Testa Fredda, quello è il tuo fratellino che ti ha procurato dei 'rinforzi'...
Gli occhi di Kim luccicano di una luce strana...questo posto gli piace, questa gente gli piace...
'Cane Pazzo, mi dispiace per averti colpito, ma era l'unico modo per salvare la pelle al mio incauto fratello...quando ho individuato i tre più grossi e 'cattivi' della locanda non ho avuto dubbi su chi cercare di coinvolgere nella rissa, ma sono anche stato diciamo fortunato con il tiro'.
'E hai scelto dannatamente bene ragazzo! Non è vero Baston? Non ci sono figli di puttana più figli di puttana di noi!!!' AUGH!!! Evidentemente lusingato dalle parole di Cristo, Cane Pazzo coinvolge il compagno ferito in quello che deve essere uno dei loro urli di battaglia.
‘E forse mi sbaglio, ma non mi sembrava che il tuo tiro sia stato poi così casuale…mi sa che ci prendi’ aggiunge Testa Fredda…
Quest’ultimo più di tutti gli altri li guardava con interesse…aveva salvato Blerin perché aveva visto un ottimo soldato… certo ancora da forgiare, ma un ottimo soldato… ed era pure quello che più aveva apprezzato il suo tiro e la sua intuizione…
Le Volpi Grigie cercavano reclute…e loro erano tre candidati...
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